Santuario di San Pancrazio – Pianezza, Torino

Il miracolo di Pianezza

Il santuario eretto in onore di San Pancrazio a Pianezza (Torino) ebbe origine da un fatto miracoloso. Il 12 maggio 1450 un contadino del luogo, Antonio Casella, mentre falciava il prato tagliò inavvertitamente un piede alla moglie, venuta a portargli qualcosa da mangiare. I coniugi, angosciati, pregarono il Signore e furono confortati da una visione celeste: un fanciullo promise la guarigione da parte di Dio. Chiese in cambio che si erigesse sul luogo un segno di culto.

Feste della Madonna della cintura

La seconda domenica di settembre si celebra nel Santuario di San Pancrazio la tradizionale festa della Madonna della Cintura. Festa introdotta dalla presenza degli Agostiniani in santuario (conclusasi con la soppressione napoleonica degli Istituti religiosi nel 1801).

La storia del santo

San Pancrazio

Il 12 maggio la Chiesa festeggia S.Pancrazio, uno dei numerosi martiri della persecuzione dell’imperatore Diocleziano, che rese l’impero romano dal 284 al 305. Nella Chiesa antica Pancrazio rappresentò un modello di adolescente che diede la vita per amore del suo Signore, rimanendo fedele al battesimo da poco ricevuto.

Era nato nel 289 in Frigia (regione storica dell’attuale Turchia occidentale) da Cleonio e Cerada, entrambi nobili, che professavano la religione pagana, in cui educarono anche il figlio. Pancrazio, rimasto orfano in tenera età, fu affidato alle cure dello zio Dionisio, eletto amministratore dei beni patrimoniali che la famiglia del nipote possedeva in Frigia e a Roma. Zio e nipote si trasferirono ben presto nella città imperiale, dove una comunità cristiana viveva intensamente la fede nel Signore crocefisso e risorto. Dionisio e il giovane Pancrazio vennero a conoscenza della nuova religione e chiesero di farne parte.

Pancrazio

ADOLESCENTE REALIZZATO

Quando si parla di Santi si pensa subito ai miracoli e alle opere da loro realizzate. Solo in un secondo tempo, e solo da parte di chi li vuole conoscere meglio, ci si concentra sulla loro personalità. Eppure l’opera più importante è come hanno realizzato la propria personalità con le caratteristiche ad essa legate. Credo che la valutazione finale della nostra vita verta su questo: la realizzazione della nostra vita sviluppando le qualità personali nell’ambito dell’ambiente concreto della propria esistenza, secondo le necessità proprie e di coloro che vivono con noi.

Parlando di San Pancrazio, un adolescente di 14-15 anni, ci sono poche cose da dire sul piano umano. Non ha fato in tempo ad attuare molto. Ma risulta un adolescente che ha realizzato pienamente la sua personalità. Oggi è venerato per i miracoli che riesce ad intercedere da Dio ed è proposto ai cristiani, specialmente ai giovani, come modello di vita riuscita.

Dalle poche notizie che si hanno della sua vita risulta che aveva buone possibilità economiche e la strada aperta per una possibile carriera militare e sociale. Ma il suo contatto con i cristiani del tempo lo hanno portato ad abbracciare la loro fede apprezzando i valori autentici della vita più di quelli materiali e sociali fino ad essere pronto a sacrificare questi ultimi, e la vita stessa, pur di non rinnegare la fondamentale validità dell’incontro con Cristo.

Umanamente può sembrare un fallito, in realtà risulta un vincente e con personalità solida. Nel suo incontro con Cristo ha trovato la ragione e la forza di una scelta eroica: ad una vita umana anche apprezzabile ha preferito la vita vera e continua con Cristo; quella vita che oggi lo vede venerato come santo e proposto come modello di vita. Diversamente sarebbe stato dimenticato in fretta e di lui probabilmente non si ricorderebbe neppure il nome.

A questa maturità S. Pancrazio è arrivato anche per l’aiuto trovato nel sua ambiente familiare. Ha avuto un papà (la mamma è morta con la sua nascita) che, pur non appartenendo al numero dei cristiani, ha saputo trasmettere al figlio Pancrazio valori umani solidi. Ha avuto uno zio, subentrato al papà morto precocemente, che non si è accontentato di gestire i suoi beni materiali e di proteggerlo nella vita. Conosciuta meglio la comunità cristiana di Roma, lo zio ha aderito con Pancrazio alla fede in Cristo e con lui ha preferito il martirio alla rinuncia della nuova visione della vita.

Tutto questo ci dice quanto sia fondamentale impostare la vita sui valori autentici trasmessici da Cristo e quanto sia importante l’influsso sano e propositivo dell’ambiente familiare.